Il Pericolo di Interrompere le Micro-Abitudini: la Mia Esperienza con la Meditazione

Il Pericolo di Interrompere le Micro-Abitudini: la Mia Esperienza con la Meditazione

Ho smesso di meditare per sei mesi e, sinceramente, quello che è successo è stato molto tragico. Faccio una piccola premessa: sono una persona che ha sempre promosso le micro-abitudini, ovvero abitudini costituite da pochi minuti dedicati a un'attività che ci fa bene.

Sono un grande sostenitore di questo approccio, perché, come dice qualcuno:

è meglio poco e costante piuttosto che sporadici atti eroici.

Penso, per esempio, a chi improvvisamente decide di iscriversi in palestra e si allena sette ore a settimana, per poi smettere dopo quindici giorni. È di gran lunga preferibile una persona che va in palestra un’ora a settimana con costanza, piuttosto che una che si allena sette ore e poi abbandona.

Seguendo questo principio, ho sempre meditato: sono circa quattro o cinque anni che medito costantemente e credo fermamente che non si debba mai interrompere una buona abitudine. Al massimo, la si può ridurre al "minimo sindacabile" per poterla mantenere attiva, con la possibilità di espanderla di nuovo in futuro. Si può iniziare con un solo minuto di meditazione, con la quasi certezza di riuscire a mantenerlo, per poi passare gradualmente a cinque, dieci, quindici o persino trenta minuti.

Io stesso avevo un promemoria sul telefono che mi ricordava di meditare una volta al giorno per 5 minuti: chiunque potrebbe farla per 5 minuti. Il problema è che poi sono accadute alcune cose personali nella mia vita — e questo è il punto centrale del discorso — che hanno inficiato questa abitudine. Non ne vado fiero, perché è stata prima di tutto una sconfitta personale, oltre ad essere stata la causa di alcuni problemi legati alla mancanza di questa buona azione per la mia salute.

Infografica che confronta l'approccio delle micro-abitudini costanti con quello di sforzi eroici e sporadici per creare nuove routine.
Il confronto visivo tra la costanza delle piccole abitudini e l'insuccesso degli sforzi isolati e massimali.

Il Paradosso della Meditazione: Capire i Benefici solo Smettendo

Cosa è successo esattamente? Sono aumentate le necessità lavorative e sono scaturite altre problematiche che, come dicevo, mi hanno portato a sacrificare questo momento per me. Ne parlo proprio perché non ne vado fiero e voglio condividere qualche spunto di riflessione. Pratico pesistica e allenamento cardio costantemente da 15 anni e non mi era mai capitato di interrompere una buona abitudine, seppur piccola e giornaliera.

All'improvviso, mi sono ritrovato a essere come quelle persone che spesso critico: gli ex colleghi universitari che durante l'università smettono di fare sport perché "bisogna dare la priorità allo studio", come se le due cose non potessero convivere. Oppure le persone che, avendo figli, si lasciano andare e gli viene la "pancia da babbo" — come piace chiamarla a me — perché smettono di fare sport, sostenendo di non avere più tempo.

Ecco, sono umano e sono rientrato anch’io in questa categoria con la meditazione, che ho smesso per un periodo di sei mesi, mannaggia a me. E mi sono accorto che quando smetti di fare qualcosa di benefico, all'inizio nemmeno ti rendi conto di cosa stai facendo: semplicemente smetti. Uno dei motivi, forse, è che non avevo ancora compreso a fondo i benefici della meditazione.

Paradossalmente, non riuscivo a percepire i vantaggi interni mentre la praticavo, ma me ne sono accorto solo smettendola.

Dittico che mostra la testa di una persona con un cervello calmo durante la meditazione e uno caotico dopo averla interrotta.
Illustrazione del paradosso dei benefici della meditazione, evidenti solo quando si smette di praticarla e ritorna lo stress.

Meditazione: non solo Spiritualità, ma Benefici Comprovati dalla Scienza

Finché portavo avanti la pratica con costanza, non notavo che mi stava aiutando sotto certi punti di vista. Molti associano ancora la meditazione all'esoterismo o quasi a una pratica religiosa, ma io preferisco definirla "spirituale". Ritengo che sia un termine corretto perché va a toccare un aspetto quasi trascendentale dell'essere umano, qualcosa che la scienza non ha ancora compreso del tutto ma la cui esistenza è intuitiva. Si tratta di fare del bene a una dimensione che va un pelino al di sopra della semplice psicologia.

Adesso, però, rimaniamo sulla scienza, visto che non voglio assolutamente parlare di qualcosa che non sia stato confermato a livello scientifico. La meditazione, ormai, ha tantissime evidenze scientifiche a favore dei suoi benefici.

Le evidenze più forti includono benefici su:

  • Ansia: una notevole riduzione dei sintomi (studio).
  • Sindrome post-traumatica da stress (PTSD): un supporto importante nel trattamento (studio).
  • Sonno: un piccolo ma significativo miglioramento sulla qualità del riposo (studio).
  • Mal di schiena cronico: addirittura, la meditazione offre un beneficio confermato (studio).

Mindfulness: un Antidoto al Sovraccarico del Mondo Moderno

Ma qual è il punto fondamentale? La meditazione altro non è che mindfulness, ovvero "mente piena". Mi piace questo termine, perché indica una situazione molto semplice: essere presenti nel momento presente, cioè pienamente consapevoli solo di ciò che sta accadendo nel "qui e ora", come si sente spesso dire.

In un mondo che, come dico sempre, è governato a tutti gli effetti dalla dopamina — abbiamo stimoli ovunque: una notifica improvvisa, una persona che ti chiama, uno schermo che si accende, una macchina che passa — ogni stimolo è dopamina, è il cervello che si accorge di qualcosa. In un mondo così, la meditazione è cruciale perché ti permette di essere presente e di sentire esattamente ciò che avviene dentro di te.

Emerge qui un paradosso incredibile: attività come la meditazione o il mangiare sano vengono spesso interrotte per lo stesso motivo che ci spinge a iniziarle. Tu cerchi la meditazione perché sei in ansia e stressato; poi, però, quando nella tua vita aumenta lo stress esterno, per qualche motivo sacrifichi proprio l'attività che avevi iniziato per contrastarlo. Mi sono ritrovato io stesso, che cerco sempre di essere costante, a fare la stessa cosa che spesso critico.

Persona in meditazione all'interno di una bolla protettiva che la isola da un caotico flusso esterno di icone digitali e notifiche.La mindfulness come scudo per proteggere la calma interiore dal sovraccarico di stimoli del mondo digitale.

Una Promessa Pubblica per Ritrovare la Costanza

Questo per dire che è importante rendersi conto delle cose, essere consapevoli, non prendersi in giro e inseguire sempre la verità e il nostro benessere. La cosa diventa tragica quando si smette un'attività che ci si era prefissati di fare. Se interrompi un'abitudine che ti eri detto "io voglio perseguirla a vita", diventa un fallimento verso te stesso. La tua mente impara che "può anche smettere di fare sport a un certo punto".

Significa che non sei legato a una disciplina, sei libero di fare quello che ti pare e di interrompere qualsiasi abitudine benefica. Non hai un obbligo, e questo è pericolosissimo. Ovviamente, non è così matematico: se interrompi una volta, non significa che sei finito. Però è un campanello d'allarme e bisogna accorgersene.

Per questo, concludendo il discorso, mi sono prefissato di nuovo di intraprendere attività meditative per 10 minuti ogni giorno. Il mio promemoria è sempre lì, presente. Faccio questo video sia per parlarti dei benefici della meditazione e della mia esperienza, ma anche per proclamare questo impegno. Con questo, spero di riuscire a impormi di non fare una "figura del caspio" interrompendo la mia attività meditativa una seconda volta per così tanto tempo.

Questo è un articolo un po' introspettivo; spero tu abbia trovato degli spunti di riflessione. Fammi sapere nei commenti se ti è capitato qualcosa di simile: sono molto curioso di sentire il tuo parere, su qualsiasi ambito. È una discussione filosofica sulla salute, ma con una sezione molto pratica, perché qui si parla di scienza.

Interrompere una buona abitudine non ti rende una persona incoerente, ma ignorarlo sì. La meditazione, come molte pratiche che fanno bene, lavora in silenzio: mi sono accorto del suo valore solo quando ho smesso. Ripartire dal minimo, con consapevolezza e onestà, è spesso il gesto più maturo che si possa fare per la propria salute mentale e fisica.

Dr. Luca Leoni Calma la tua mente
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