Studiare e Allenare la Mente dopo i 50 anni
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Dopo i 50 anni il cervello può ancora migliorare
Molte persone mi chiedono quali siano gli integratori per studiare dopo i 50 anni, e quali sostanze naturali possano davvero aiutare da questo punto di vista. Ti dirò una cosa molto semplice. Smetti subito di leggere se sei tra quelli che dicono "è facile per te che hai 30 anni". Oppure, se guardi il nipotino di turno dicendo "tu sei una spugna, alla mia età è impossibile imparare cose nuove".
L'età non esiste, ma le scuse sì.
Se una persona è aperta di mente e desiderosa di sapere, il suo cervello rimane plastico e costantemente in forma, purché venga adeguatamente stimolato.
Partiamo da un punto fondamentale: dopo i 50 anni dobbiamo prenderci assolutamente cura del cervello. Il declino cognitivo è una delle peggiori situazioni che possiamo incontrare. La perdita di sé, della propria identità e il non sentirsi più brillanti rappresenta una delle più grandi paure moderne.
Le vitamine fondamentali per proteggere il cervello
Proprio per questo motivo, ha assolutamente senso valutare, tramite le consuete analisi del sangue, i livelli di Vitamina B12 e di Vitamina B9. Queste sostanze sono i mattoncini fondamentali per la prevenzione del declino cognitivo.
Lo ripeto fino allo sfinimento. Non stiamo parlando di sostanze magiche che potenziano il cervello in stile Limitless. Tuttavia, se mancano ce ne accorgiamo subito, proprio perché non riusciamo a operare al nostro massimo potenziale cerebrale.
Ovviamente, in questo contesto non posso non citare la Vitamina D. Si tratta di un'altra sostanza fondamentale da inserire nella nostra routine di analisi annuale, esattamente come dimostrato in letteratura.
Ci sono studi che mostrano una correlazione molto forte tra i livelli di B12 e B9 e il declino cognitivo. In sintesi, non basta affatto avere livelli "al limite", senza il classico asterisco sulle analisi, dove il medico di base ti dice che va tutto bene.
La Vitamina B12 deve essere almeno a 600, mentre il valore ottimale del folato (B9) si aggira intorno a 12.
Parliamo di valori ottimali, non semplicemente "normali". Questi numeri sono necessari per il corretto e quotidiano funzionamento cerebrale. È chiaro che qualsiasi strumento biologico può funzionare anche con i livelli minimi dei mattoni che lo compongono. Ma noi non vogliamo lavorare al minimo: noi vogliamo operare al nostro massimo potenziale.
Per gli "esseri umani 3.0" che si avviano verso l'era della modernità, abbiamo sempre più evidenze di come micronutrienti, vitamine e minerali abbiano un impatto realmente importante, come confermato da diversi studi scientifici.
Passiamo ora a un prodotto forse meno conosciuto, ma altrettanto potente: la Citicolina. Non è un semplice integratore utile per colmare una carenza. Al contrario, è un vero e proprio supplemento che, in aggiunta a un corretto stile di vita, può potenziare le nostre funzioni cognitive.
Citicolina: uno degli integratori più studiati per memoria e concentrazione
Attenzione a non fare confusione su questo punto: la colina si trova naturalmente nelle uova, mentre la Citicolina è una molecola di sintesi. E qui molti di voi diranno: "No, Dottor Luca, di sintesi no, addio!". Ma definire una cosa "di sintesi" non significa affatto che faccia male. Significa semplicemente che la scienza ha preso delle molecole buone e le ha unite, per formare qualcosa di ancora più utile e funzionale per l'organismo.
Infatti, la Citicolina penetra la barriera ematoencefalica, favorendo la formazione di neurotrasmettitori come l'acetilcolina. Al contrario, un sottoprodotto della semplice colina viene convertito dal fegato in una sostanza specifica, che a lungo andare può risultare deleteria per le nostre carotidi.
La Citicolina, invece, è stata progettata specificamente per agire solo a livello cerebrale, evitando così spiacevoli problematiche cardiovascolari.
Alla fine dei conti, la Citicolina è una delle sostanze più supportate dalla scienza per potenziare concentrazione, memoria e attenzione.
Il metodo di studio conta più degli integratori
Facendo un piccolo passo indietro, prima di affidarci agli integratori dobbiamo necessariamente parlare del metodo di studio. So bene che è un argomento noioso. Dopo i 50 anni molti cercano la pillola magica per apprendere facilmente, ma io sono franco e parlo senza peli sulla lingua per evitare false illusioni.
Se fosse vero che a 50 anni non si è più "spugne" come un nipotino di 7 anni, allora un medico (che deve aggiornarsi costantemente) non potrebbe più imparare nulla per il resto della sua carriera. Fortunatamente, la realtà non è affatto così, come dimostrano ampiamente le ricerche.
Dobbiamo arrenderci a un'idea estremamente positiva: è assolutamente possibile essere brillanti e imparare nuovi mestieri, nuove informazioni e capacità fisiche anche dopo i 50 anni. Si può fare, punto e basta. Ovviamente serve un metodo preciso. Bisogna strutturare un sistema di apprendimento che sia funzionale alla rielaborazione e alla memorizzazione dei contenuti.
Non mi dilungherò troppo su questo aspetto (ho creato altri contenuti sul metodo di studio che uso ancora oggi per rimanere sul pezzo, perché non è facile ma ne vale sicuramente la pena). Tornando agli integratori, la nostra memoria può essere validamente supportata dalla Bacopa Monnieri.
Questa sostanza naturale ha ampiamente dimostrato di aiutare l'ippocampo, ovvero la struttura cerebrale deputata all'incameramento delle nuove informazioni.
L'ippocampo è un'area estremamente plastica, in continuo movimento tra formazione e distruzione di neuroni. Lo ha dimostrato in modo inequivocabile il famosissimo studio sui tassisti di Londra. Dovendo memorizzare innumerevoli punti di interesse nella metropoli, questi soggetti sviluppavano un ippocampo ipertrofico, oggettivamente più grande della media. Tuttavia, non appena andavano in pensione e smettevano di guidare, si notava una rapida riduzione del volume.
Se non diamo stimoli al cervello, questo si riduce, esattamente come un muscolo non allenato.
Agire sull'ippocampo significa, di fatto, favorire il consolidamento dei ricordi. È esattamente come premere il tasto "Salva" sul computer dopo aver scritto una pagina. In soldoni, questo processo invia le informazioni ai siti di stoccaggio mnemonici, permettendoci di accedervi rapidamente quando ci servono.
Vitamina D e Zinco: i micronutrienti che influenzano anche il cervello
Infine, ti raccomando di non dimenticare mai di controllare la Vitamina D nelle tue analisi. Troppo spesso questa vitamina viene associata esclusivamente alla salute delle ossa. In realtà, si tratta di un vero e proprio ormone, responsabile anche della formazione della serotonina all'interno del cervello.
Quando c'è una carenza di Vitamina D, prevale la produzione di serotonina nell'intestino. Questo squilibrio può causare fastidi intestinali e, contemporaneamente, sottrarre buon umore e funzionalità cognitive al nostro cervello. Con buoni livelli ematici, invece, la complessa macchina ormonale fornisce i giusti neurotrasmettitori.
Manteniamo quindi la Vitamina D al "punto dei riccioli d'oro", ovvero un valore di circa 60.
Questo parametro è suggerito da diversi studi. Inoltre, non trascuriamo lo Zinco. Parliamo di un minerale importantissimo, di cui circa il 40% della popolazione risulta essere carente. Il valore ideale nel sangue dovrebbe aggirarsi intorno ai 1000 microgrammi su decilitro.
Lo zinco è direttamente coinvolto nella corretta sintesi del testosterone. Questo ormone impatta profondamente sulla plasticità cerebrale e sul tono dell'umore, dandoci la grinta necessaria per affrontare le sfide quotidiane e l'apprendimento.
La salute del cervello non dipende da una singola sostanza, ma dall'insieme delle scelte che fai ogni giorno. Allenare continuamente la mente, seguire uno stile di vita sano, correggere eventuali carenze nutrizionali e utilizzare, quando appropriato, integratori supportati dalla letteratura scientifica rappresenta la strategia più efficace per mantenere memoria, concentrazione e capacità di apprendimento anche dopo i 50 anni. Il cervello continua a cambiare per tutta la vita: la vera differenza la fanno gli stimoli che gli offri ogni giorno.