Quali vitamine e minerali controllare nelle analisi del sangue
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Ecco le vitamine e i minerali che faccio sempre analizzare nelle analisi del sangue. So bene che molti medici non saranno d'accordo con queste specifiche richieste. Anzi, molti colleghi le relegano all'ultima delle piste da seguire, specialmente quando si tratta di venire incontro a un paziente che mostra una sintomatologia riguardante la stanchezza, soprattutto mentale e fisica, oppure un basso stato dell'umore.
Vitamina D3
Partiamo dalla prima sostanza, che ormai finalmente tutti sanno che bisognerebbe valutare con attenzione alle analisi e poi integrare adeguatamente: la vitamina D3.
Fonte scientifica: [1]
Perché va analizzata nelle analisi del sangue? Perché ci troviamo di fronte a una sostanza che ormai chiamare semplicemente "vitamina" risulta del tutto riduttivo. Si tratta di un ormone vero e proprio, dotato di recettori sparsi in tutto il corpo, persino all'interno del cervello. Sempre più studi scientifici la stanno analizzando a fondo. Questo accade non solo perché è diventata famosa per il supporto alla salute ossea, ma perché è ormai chiaro che possiede profondi effetti metabolici. Come dimostrano diverse ricerche recenti, offre un aiuto concreto nel supportare i corretti livelli di colesterolo e della glicemia.
Fonti scientifiche: [1] [2] [3] [4]
Si tratta di un ormone vero e proprio, dotato di recettori sparsi in tutto il corpo, persino all'interno del cervello.
Se hai un basso livello di vitamina D (considera che già 30 è proprio il minimo sindacale), dovresti puntare ad avere valori compresi tra 50 e 70. Diciamo che quota 60 sarebbe l'ideale per assicurarti di avere un buon substrato. Rappresenta, in sintesi, una solida base di partenza su cui costruire la tua salute.
Fonte scientifica: [1]
Quindi, la vitamina D va assolutamente valutata senza alcun dubbio. Ha implicazioni fondamentali anche per quanto riguarda la salute dell'umore; ecco il motivo per cui viene spesso chiamata anche "vitamina del sole". Si incrocia in modo diretto con tantissimi aspetti della salute umana, i quali vanno a toccare anche problematiche relative alla depressione o, più in generale, ai vari disturbi dell'umore.
Fonte scientifica: [5]

Vitamine B12 B9
La seconda cosa che voglio assolutamente vedere alle analisi del sangue, soprattutto se la persona ha superato i 50 anni di età (ma questo discorso vale anche per la vitamina D di cui ho parlato prima, a 50, 60, 70 o 80 anni), è la vitamina B12. E proprio su questo tema specifico devo fare un appunto importante.
Fonte scientifica: [7]
Io mi vergogno ancora di far parte di una categoria professionale in cui ci sono molti medici che non si aggiornano costantemente. Fortunatamente ci sono tanti medici bravi e preparati, ma ce ne sono altrettanti che, per loro precisa volontà, non lo sono affatto. Magari si presenta nel loro studio una signora o un signore sui 70-80 anni con evidenti difficoltà di memoria. Non parlo di una demenza grave o di un declino cognitivo avanzato con una forte componente genetica, ma di un declino cognitivo lieve. Parliamo di sintomi come stanchezza, difficoltà di memoria a breve termine e fluidità verbale un po' ridotta. Mi chiedo sinceramente come si possa ancora non guardare i valori della B12!
La B12 è una vitamina che va assolutamente analizzata in questi casi. In Italia, a seconda dei laboratori di riferimento, abbiamo un range d'indagine che va da 150-200 fino a 800-900. Se hai un valore di 150 o 200, alcuni laboratori ti dicono che sei a posto e che la vitamina non va integrata. Invece, a titolo di aiuto preventivo contro il declino cognitivo, va mantenuta a buoni livelli: parliamo di almeno 500, 600 o 700.
Fonte scientifica: [6]
Tante volte il valore rientra nei range (magari si attesta a 200 o 300) e si pensa erroneamente che non ci siano problemi. In realtà, c'è un altro esame specifico, l'acido metilmalonico, che possiamo controllare per scovare un'eventuale carenza nascosta di B12. Spesso le analisi di base sembrano corrette, ma c'è molto di più sotto la superficie.
Dare solo acido folico può andare a peggiorare un'eventuale carenza di B12 già esistente.
Vedo anche molti medici prescrivere solamente acido folico. Questo accade magari a seguito della mutazione MTHFR (una condizione molto comune nella popolazione, che espone a un basso utilizzo dei folati per la mancanza di un enzima specifico), somministrando quindi acido folico metilato. Non sono per niente d'accordo nel dare acido folico senza associare la B12. Il motivo è semplice: dare solo acido folico può andare a peggiorare un'eventuale carenza di B12 già esistente.
Fonti scientifiche: [9] [10] [11]
Quando si manifesta la reale necessità di integrare, B12 e B9 vanno date insieme. Insieme alla vitamina B6, hanno ampiamente dimostrato di offrire il maggiore aiuto preventivo possibile contro il declino cognitivo. Attenzione però a un dettaglio fondamentale: integrarle se non hai una carenza non ti porta ad avere funzioni cognitive potenziate in stile film "Limitless". Assolutamente no! Avere un livello corretto nel sangue serve unicamente a proteggere il cervello, le cellule cerebrali e le funzioni cognitive già in tuo possesso.
Fonte scientifica: [6]
Magnesio Eritrocitario
Un altro minerale fondamentale che vorrei sempre vedere tra le voci delle analisi del sangue è il magnesio eritrocitario.
Il magnesio rappresenta forse la seconda carenza che, a livello di percezione collettiva, sta emergendo sempre di più negli ultimi anni. Ed è, di fatto, una carenza assolutamente presente e diffusa nella popolazione generale. Con l'avanzare dell'età diminuisce fisiologicamente la quantità di magnesio intracorporeo e, di diretta conseguenza, ne aumenta la necessità quotidiana. Proprio per questo motivo ha estremamente senso valutarlo nelle analisi e integrarlo in modo mirato.
Fonte scientifica: [13]
Con l'avanzare dell'età diminuisce fisiologicamente la quantità di magnesio intracorporeo e ne aumenta la necessità quotidiana.
Io personalmente lo integro regolarmente ormai da 2-3 anni. Lo utilizzo in particolare nella forma bisglicinata, che risulta essere quella più delicata sull'intestino e decisamente meglio assorbita dall'organismo. Quando sarà finalmente possibile in Italia formulare la variante di magnesio L-treonato (che ha meno evidenze rispetto ad altri tipi, ma risulta molto interessante per il benessere del cervello), probabilmente lo aggiungerò anche al Lion's Core. Si tratta dell'integratore che formulo io in prima persona, attualmente composto da magnesio bisglicinato e creatina monoidrato.
Fonti scientifiche: [13] [26] [27]
Il magnesio è un vero e proprio tuttofare per il nostro corpo. Ha implicazioni profonde che spaziano in diversi ambiti della salute:
- Salute metabolica: prezioso controllo dei livelli di colesterolo e glicemia.
- Salute cerebrale e umorale: supporto al benessere mentale, sensazione di buonumore e netta riduzione della stanchezza.
- Qualità del sonno: tantissime persone migliorano drasticamente il loro riposo notturno integrando magnesio in una forma ben assorbita.
Fonti scientifiche: [13] [14] [15] [16]
Ripeto sempre un concetto importante, giusto per onor di completezza: ci sono anche tipi di magnesio presi solo per favorire il transito intestinale. Vanno benissimo per quello scopo, ma rimangono confinati nell'intestino e non vengono assorbiti a livello sistemico. Servono unicamente per favorire la motilità intestinale e liberarsi.
Fonte scientifica: [13]
Zinco Eritrocitario
L'ultimo minerale che voglio sempre vedere alle analisi del sangue, per avere un'idea chiara e precisa dei suoi livelli, è lo zinco eritrocitario.
Fonte scientifica: [20]
Ovviamente, è molto probabile che non troverai questi esami facilmente prescritti dal tuo medico di base. Forse la vitamina B12 e la B9 te le prescrivono tranquillamente tramite il Sistema Sanitario Nazionale. Tuttavia, per gli altri esami ci sono delle rigide esigenze di budget e spesso non vengono inseriti nella ricetta medica classica. Bisogna magari farli a pagamento, privatamente, se si vuole avere almeno una volta nella vita un'idea precisa e affidabile di questi valori.
Lo zinco, in linea generale, è un minerale molto difficile da dosare correttamente. Avere una rappresentazione chiara del suo livello effettivo nel nostro corpo è complesso, perché tende a essere presente soprattutto a livello intracellulare. Di conseguenza, non lo trovi facilmente libero a circolare nel sangue. I livelli classici che riscontri alle normali analisi spesso non sono una rappresentazione reale e fedele delle tue scorte interne.
Fonte scientifica: [20]
I livelli classici che riscontri alle normali analisi spesso non sono una rappresentazione reale e fedele delle tue scorte interne.
Proprio per questo motivo specifico si va a indagare lo zinco eritrocitario (esattamente come facciamo per il magnesio eritrocitario). Procedendo in questo modo, puoi avere un'idea molto più chiara di quanto le tue cellule ne dispongano effettivamente per le loro funzioni. L'eritrocita, in fin dei conti, è una cellula a tutti gli effetti, per cui il suo quantitativo di zinco rappresenta una buonissima stima generale.
Parliamo di un minerale che è tendenzialmente sempre più carente nella società moderna: si stima infatti che circa il 30% della popolazione ne sia privo. Questa carenza diffusa ha implicazioni severe che colpiscono soprattutto la sfera ormonale e intima. Risulta fondamentale sia nell'uomo che nella donna per la corretta produzione di testosterone. Spesso si associa il testosterone solamente all'uomo, ma in realtà è un ormone cruciale anche nella donna, specialmente per mantenere il benessere intimo e una sana libido.
Fonti scientifiche: [17] [18] [19]
Ecco una piccola curiosità a riguardo: se sei una donna, ti sarà sicuramente capitato di bere un goccino di alcol (che sconsiglio sempre vivamente, l'alcol non andrebbe mai bevuto). Se ti è capitato, potresti aver notato un certo aumento della libido. Questo accade proprio perché l'alcol, nel corpo della donna, tende a stimolare i surreni a produrre temporaneamente più testosterone!
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In sintesi, per non farla troppo lunga, lo zinco è un altro minerale assolutamente da valutare e integrare.
Dosaggi e K2
Per quanto riguarda le quantità esatte, la vitamina D va sempre calibrata in base ai risultati delle analisi. Io sono assolutamente a favore dell'assunzione giornaliera: non consiglio 10.000 unità internazionali prese una volta alla settimana, ma dosi regolari e costanti ogni singolo giorno. Ripeto ancora una volta, non posso dirti a priori "prendi questo quantitativo esatto"; il valore va valutato attentamente con le analisi e poi si integra di conseguenza.
Fonti scientifiche: [1] [22] [23]
Ad esempio, io assumo regolarmente 1.000 unità internazionali al giorno, ma si può tranquillamente partire anche da 2.000. E, per favore, aiutami a farti capire questa cosa fondamentale: non separare mai la vitamina D dalla vitamina K2!
Attualmente non c'è alcun motivo valido e provato per assumere la vitamina D separata dalla K2. Vanno prese rigorosamente insieme.
Continuo sinceramente a non capire chi consiglia di dividerle durante l'assunzione. Se in futuro i miei studi scientifici dimostreranno il contrario, cambierò affermazione senza problemi. Tuttavia, attualmente non c'è alcun motivo valido e provato per assumere la vitamina D separata dalla K2. Vanno prese rigorosamente insieme.
Fonti scientifiche: [28] [24] [25]
Perché dico questo con tanta sicurezza? Perché praticamente tutti gli studi autorevoli hanno mostrato benefici concreti con l'assunzione concomitante. C'è chi teorizza che, venendo co-trasportate dallo stesso trasportatore nel sangue, finiscano per competere e quindi andrebbero separate. Va bene, ammetto che è un ragionamento affascinante sulla carta, ma la realtà pratica degli studi scientifici dimostra che il beneficio reale e tangibile si ottiene assumendole insieme.
Fonti scientifiche: [25] [24] [28]
Sono sempre aperto al confronto costruttivo. Se qualcuno vuole mostrarmi degli studi nei commenti, sono dispostissimo a leggerli, ma devono essere studi reali e validati, non semplici opinioni personali. Io i miei te li porto e te li linko direttamente qui. Come medico e divulgatore, cerco sempre di migliorare costantemente: non porto avanti strenuamente un'idea se questa perde il suo supporto scientifico.
Questo approccio rigoroso si riflette anche negli integratori Lifelion, di cui sono fiero consulente scientifico. In 4 anni hanno subito ben 4 trasformazioni, proprio perché le evidenze scientifiche si aggiornano e io adeguo la formula di conseguenza. Ovviamente i pilastri essenziali rimangono invariati, perché quando ci sono dozzine di studi e metanalisi su una sostanza, è molto difficile che la scienza si ribalti da un giorno all'altro. Si tratta piuttosto di limature necessarie per creare un prodotto eccellente sotto tutti i punti di vista.
Prendere in mano la propria salute significa anche avere il coraggio di andare oltre le indagini di routine, specialmente quando il corpo ci invia segnali chiari come stanchezza cronica o cali dell'umore. Affidarsi a professionisti aggiornati e richiedere esami specifici e mirati è il primo passo per non navigare alla cieca. L'integrazione intelligente non si basa sulle mode o sul passaparola, ma sui dati reali del nostro sangue e su solide evidenze scientifiche. Solo così possiamo costruire una vera e duratura prevenzione.