
LucidMe: maschera per sogni lucidi - TEST DI 7 GIORNI
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Lo ammetto, ogni volta che parlo di sogni lucidi, mi si accende una scintilla. C'è qualcosa di profondamente affascinante nel sapere che, mentre dormi, puoi prendere il controllo della tua mente e vivere esperienze incredibilmente reali. Ma che cosa sono esattamente?
Un sogno lucido è un sogno in cui sei consapevole di stare sognando. Può sembrare fantascienza, eppure è una realtà ben documentata dalla scienza già a partire dagli anni ’70. La cosa più sorprendente? Non solo ti rendi conto di essere dentro un sogno, ma puoi modificare l’ambiente, volare, interagire con personaggi, sperimentare emozioni intense, e perfino esplorare parti di te stesso o della tua creatività.
È una sorta di videogioco mentale, ma con il realismo dei sensi e delle emozioni. E se ti sembra una pratica “esoterica” o fuori dal mondo, posso dirti con assoluta tranquillità che non lo è affatto. I sogni lucidi sono studiati da decenni, con ricerche pubblicate su riviste scientifiche autorevoli, e vengono oggi considerati uno strumento potente per l’esplorazione della coscienza.
Personalmente, mi ci sono appassionato da tempo. E proprio per questo motivo, quando ho scoperto l’esistenza di un nuovo dispositivo tecnologico progettato per favorire l’accesso ai sogni lucidi, non ho resistito. Ho ordinato la maschera “LucidMe”, la più avanzata attualmente sul mercato, direttamente dallo store di uno dei più grandi esperti mondiali nel settore.
Chi è Michael Raduga e perché ho deciso di provare LucidMe
Chi si interessa seriamente di sogni lucidi, prima o poi, si imbatte in un nome: Michael Raduga. Non è un influencer qualunque né un semplice appassionato. Raduga è uno scienziato del sonno lucido, autore del celebre libro The Phase, che ho letto e riletto nel tempo. Un testo che, più che un manuale, è una vera guida per chi vuole approcciarsi alla fase onirica cosciente in modo scientifico.

La sua metodologia è chiara, rigorosa, e si basa su decine di migliaia di esperimenti e pratiche raccolte nel tempo. Ti parlo di un approccio che cerca di misurare, prevedere e guidare le esperienze oniriche coscienti attraverso tecniche ripetibili e sperimentabili. È proprio questo approccio pragmatico che mi ha conquistato fin da subito.
Quando, a inizio febbraio, ho visto che aveva lanciato un nuovo dispositivo tecnologico dedicato al sogno lucido, non ci ho pensato due volte e ho subito ordinato la maschera da notte LucidMe, che ha l’obiettivo di facilitare l’ingresso nei sogni lucidi attraverso stimoli controllati durante il sonno REM.
Unboxing: prime impressioni sulla LucidMe
Lo ammetto: quando è finalmente arrivato il pacco, dopo mesi di attesa, mi sono sentito come un bambino la mattina di Natale. Avevo ordinato la LucidMe a inizio febbraio e, dopo diversi aggiornamenti sullo stato della spedizione (complice la difficoltà nel reperire alcuni chip interni), finalmente ce l'ho tra le mani. La confezione era davvero curata, elegante e compatta. Già solo dalla scatola si intuiva che non si trattava di un prodotto qualunque, ma di un dispositivo avanzato.
La mascherina si presenta come una classica sleep mask, ma al suo interno è piena zeppa di tecnologia: sensori, chip, microcontroller, e una parte centrale leggermente spessa, che ospita tutta la parte elettronica. Eppure, al tatto, è morbida e ben imbottita, tanto da sembrare quasi “neutra” una volta indossata.

Nella confezione ho trovato:
- La mascherina LucidMe
- Il caricabatterie USB-C, ottima scelta per la compatibilità
- Un paio di cuffiette con jack audio
- Le istruzioni per l’uso
Un dettaglio interessante: LucidMe non serve solo per il sogno lucido, ma ha anche funzioni collaterali, come:
- Favorire l’addormentamento rapido
- Ridurre il russamento
- Accompagnare il risveglio in modo graduale e naturale
Queste funzioni, tutte gestite dall’app collegata, rendono la maschera potenzialmente utile anche per chi non cerca per forza sogni lucidi, ma vuole migliorare la qualità del sonno in generale.
Prime notti di utilizzo: problemi, ostacoli e apprendimento
Le prime notti con la LucidMe non sono state esattamente come me le aspettavo. Se ti stai immaginando un’esperienza fluida, fatta di sogni lucidi fin dal primo utilizzo… ecco, devo subito sfatare il mito. Come in ogni percorso che coinvolge tecnologia e biologia insieme, ci sono variabili da conoscere, capire, e adattare.
Prima notte: flash, confusione e sonno interrotto
La prima notte è iniziata bene: ho indossato la maschera, impostato tutto tramite app e sono andato a letto. Dopo pochi minuti di rilassamento, mi sono partiti dei flash negli occhi. Forte, troppo forte. Ero ancora sveglio, mi ha dato fastidio e ho tolto subito la maschera. Non avevo nemmeno voglia di mettermi a rivedere le impostazioni: volevo solo dormire. Una notte “bruciata”.
Seconda notte: stesso errore, stessa frustrazione
La sera dopo, stessa storia. Il problema sembrava essere un’impostazione chiamata REM Accumulation, ma in realtà – indagando meglio – ho scoperto che il vero nodo era il tempo di attivazione dei flash. La maschera era configurata per iniziare a stimolare dopo appena 15 minuti.
Ma fisiologicamente, la fase REM non arriva così presto: in media serve almeno un'ora e mezza dall’addormentamento. Quindi quei flash, per quanto precisi sul piano tecnico, erano completamente fuori fase sul piano biologico.

Terza notte: modifiche e primi piccoli progressi
Ho quindi modificato l’impostazione, impostando un ritardo di 60 minuti. A quel punto la maschera ha funzionato meglio. Mi sono addormentato senza interruzioni, e dopo un po’ sono effettivamente partiti i flash… ma mentre mi giravo nel letto, sveglio.
Questa volta, il problema sembrava proprio la REM Accumulation. Questa impostazione regola in pratica la “sensibilità” della maschera nel rilevare quando potrebbe iniziare una fase REM, e quindi inviare stimoli visivi o sonori. L’ho aumentata da 40 a 60, pensando che potesse prevenire falsi allarmi, ma forse l’ho solo confusa.
Questione di personalizzazione
Quello che ho capito, fin da subito, è che non esiste un'impostazione universale. Ognuno ha il proprio ritmo sonno-veglia, le proprie abitudini e sensibilità, e la maschera – per quanto intelligente – ha bisogno di essere calibrata sulla singola persona.
In più, funziona meglio se si respira esclusivamente con il naso durante il sonno. Per fortuna, questo non era un problema per me, ma immagino possa esserlo per chi soffre di apnee o russa spesso.
Insomma, è stato un inizio un po’ turbolento. Ma è anche vero che qualunque tecnologia avanzata richiede tempo per essere capita davvero. Sapevo che il dispositivo aveva potenziale, quindi ho deciso di dargli una settimana di tempo, per testarlo a fondo e capire se davvero poteva fare la differenza nei miei sogni.
Dopo una settimana: esperienze reali e difficoltà personali
Sette notti. È il tempo che mi sono dato per testare la LucidMe in modo onesto e personale. Speravo di poter raccontare un successo clamoroso, qualche sogno lucido straordinario, e invece… no.
Non ho avuto nemmeno un sogno lucido.
Ma questo non significa che il dispositivo non funzioni. Significa piuttosto che, come ogni cosa che riguarda il sonno e la mente, non è immediato. E forse – cosa che ho imparato a mie spese – non è adatto a tutti.
Un problema chiamato… comfort
Partiamo dal lato fisico. La parte frontale della maschera è costruita molto bene, morbida, ben sagomata, e sugli occhi è praticamente impercettibile. Il problema, per me, è arrivato dalla parte posteriore: la chiusura a strappo.
Sulla carta è comoda, regolabile, ma nella pratica mi ha dato parecchio fastidio sulla nuca. Sentivo lo spessore, mi muovevo male, mi svegliavo più volte per “sistemarla” senza riuscirci del tutto. Probabilmente è una questione personale – non sono abituato a portare nemmeno mascherine da notte semplici – ma il fastidio c’è stato, e non posso ignorarlo.
Regolare le impostazioni: una sfida continua
Nel corso di questi sette giorni ho modificato spesso le impostazioni dell’app. La parte difficile è che non esiste una guida precisa su quale combinazione sia perfetta per te. Tutto va scoperto sperimentando:
- Ho variato la REM Accumulation (da 40 a 60)
- Ho impostato un delay più lungo per i flash notturni
Ma ogni volta c’era qualcosa che non funzionava: o i flash arrivavano troppo presto, o troppo tardi, o mi svegliavano, o semplicemente non producevano nulla di utile.
E anche se sapevo che serviva pazienza, la qualità del sonno peggiorava di notte in notte.
Uno strumento per… smanettoni del sonno
Ecco il punto chiave: questa maschera non è per chi cerca il sonno perfetto. Anzi, se hai anche solo lievi disturbi del sonno, ti consiglio di starne lontano. LucidMe è un prodotto per onironauti esperti, per appassionati.
Io, che pure amo esplorare questi stati, alla fine ho dovuto smettere di usarla nelle ultime due notti: ero troppo stanco, troppo disturbato. Non riuscivo più a rilassarmi completamente, sapendo che – a un certo punto – mi sarebbero arrivati dei flash negli occhi.
E questo stato di allerta costante, di fatto, impedisce l’ingresso naturale nel sogno lucido.
Le tre modalità per indurre sogni lucidi
Uno degli aspetti più interessanti della LucidMe è che non si limita a “stimolare i sogni”, ma ti permette di scegliere tra tre approcci diversi per indurre il sogno lucido. Tre metodi che possono essere utilizzati anche senza l’aiuto della mascherina.
1. Metodo intrasogno (o sogno lucido tradizionale)
Questa è la modalità su cui puntavo di più, quella che ho impostato fin dal primo utilizzo.
Funziona così: durante la fase REM, la maschera invia stimoli luminosi o sonori – come un breve flash o un messaggio audio tipo “you are dreaming” – con l’obiettivo di farti prendere coscienza che stai sognando, mentre sei dentro il sogno.
È un’idea geniale sulla carta: se il cervello è allenato a riconoscere quel segnale, può diventare un trigger per la lucidità. In pratica, il sogno prosegue… ma tu diventi consapevole.
Il problema? Serve molta sensibilità, tanta preparazione mentale e, soprattutto, il tempismo dev’essere perfetto. Se il flash arriva troppo tardi o troppo presto, non lo percepisci oppure ti svegli. E, nel mio caso, è successa spesso la seconda.
2. Metodo indiretto (con risveglio guidato)
Questa è la modalità che nell’app viene segnata con una coroncina dorata, a indicare che – secondo Raduga stesso – è il metodo più efficace per ottenere sogni lucidi. E in effetti, lo confermo.
Il funzionamento è semplice: la maschera ti sveglia dolcemente in un momento in cui è molto probabile che tu stia sognando (di solito durante una fase REM mattutina). Una volta sveglio, hai la possibilità di rientrare nel sogno in modo consapevole, utilizzando tecniche specifiche.
Io non ho voluto usare questa modalità durante la mia prova, perché – come dicevo – avevo bisogno di dormire. Ma ti posso garantire che questo metodo funziona anche senza maschera: basta saperlo applicare con precisione. È perfetto per chi ha già un po’ di esperienza e vuole massimizzare le probabilità di lucidità.
3. Metodo diretto (addormentamento cosciente)
Questo è il metodo più difficile, ma anche il più affascinante. Consiste nel rimanere svegli con la mente mentre il corpo si addormenta.
Sì, proprio così: puoi entrare in uno stato di sogno lucido direttamente dalla veglia, senza mai perdere coscienza.
La LucidMe in questo caso ti aiuta guidando l’addormentamento: ti accompagna con suoni, luci o vibrazioni leggere, per aiutarti a “scivolare” nel sogno mantenendo la mente attiva.
Io personalmente sono riuscito a entrare in sogno lucido in modo diretto pochissime volte nella vita. Serve molta pratica e una predisposizione naturale.
App e funzionalità extra: Sleep Tracking e aggiornamenti
Uno dei punti di forza della LucidMe è sicuramente l’integrazione con la sua app dedicata, disponibile per smartphone. È tramite questa app che si gestisce l’intera esperienza, dalla configurazione iniziale fino al monitoraggio del sonno.
Interfaccia semplice, ma serve un po’ di pratica
L’app si presenta con un’interfaccia abbastanza pulita e intuitiva, anche se ci vuole un po’ di tempo per orientarsi tra le varie impostazioni, soprattutto per chi è alle prime armi.
Ogni modalità (diretta, indiretta, sogno lucido intrasogno) ha un suo pannello di configurazione, e alcuni parametri, come REM Accumulation o Start Delay, richiedono sperimentazione personale per trovare la combinazione giusta.
La funzione Sleep Tracker
Tra le funzioni extra più interessanti c’è lo Sleep Tracker. Se attivato, la maschera registra e analizza le fasi del sonno, dando poi un resoconto dettagliato al risveglio: ore dormite, durata delle fasi REM e non-REM, eventuali movimenti notturni, ecc.

Il problema? Consuma molta batteria.
Durante la settimana di test, ho scoperto che se si attiva il tracciamento continuo, la batteria dura solo due notti. Mentre senza questa funzione, può arrivare a durare anche due settimane, rendendo il dispositivo molto più gestibile nel lungo periodo.
Io, purtroppo, non sono riuscito a usarla al meglio: la stanchezza accumulata mi portava a togliere la maschera nel cuore della notte, quindi spesso il tracciamento si interrompeva a metà.
Aggiornamenti frequenti: un segno positivo
Un’altra cosa che mi ha colpito positivamente è il ritmo degli aggiornamenti software e firmware.
Durante la mia settimana di prova, sono usciti due aggiornamenti, uno per l’app e uno per la maschera stessa. Segno che il progetto è vivo, curato, seguito da un team che ascolta i feedback e continua a migliorare il prodotto.
Non è scontato in un mercato dove spesso, una volta venduto il dispositivo, finisce lì.
Qui invece c’è un reale impegno nel rendere l’esperienza più stabile, precisa e personalizzabile.
Recensione finale: vale la pena acquistare LucidMe?
Tirando le somme, dopo una settimana intensa di test, esperimenti e notti turbolente, posso dire una cosa con certezza: la LucidMe è un dispositivo pensato con passione, ma non è per tutti.
Cosa ho apprezzato
- Il design frontale: davvero ben fatto, comodo sugli occhi, leggero e ben rifinito.
- L’approccio scientifico: si vede chiaramente che dietro questo progetto c’è la mente di qualcuno che conosce bene il campo del sogno lucido e lo tratta con serietà.
- L’app completa e aggiornata: tante impostazioni, possibilità di personalizzazione, aggiornamenti frequenti.
- Le tre modalità di induzione: permettono di adattare il percorso in base al livello di esperienza o alle preferenze personali.
- L'integrazione di funzioni extra come il tracciamento del sonno, la sveglia naturale e la riduzione del russamento (utile per alcuni utenti).
Cosa non mi ha convinto
- La parte posteriore della maschera, quella a contatto con la nuca, mi ha dato fastidio e ha reso difficile dormire serenamente. Ma, come detto, potrebbe essere un problema soggettivo.
- L’eccessiva sensibilità agli stimoli, che ha spesso finito per svegliarmi anziché favorire il sogno lucido.
- L’impossibilità di una configurazione "universale": per ottenere buoni risultati serve tempo, pazienza e tentativi su tentativi.
- Il rischio di compromettere la qualità del sonno, soprattutto se sei una persona sensibile o hai già difficoltà a dormire bene.
Per chi è consigliata
✅ Appassionati esperti di sogni lucidi, che vogliono potenziare le tecniche già praticate.
✅ Onironauti con sonno stabile, pronti a sperimentare anche a costo di qualche notte agitata.
✅ Curiosi della coscienza che non si spaventano davanti alla tecnologia sperimentale.
Per chi è sconsigliata
🚫 Chi ha problemi di insonnia o un sonno fragile.
🚫 Chi cerca “la pillola magica” per iniziare subito a fare sogni lucidi.
🚫 Chi non tollera dispositivi addosso durante la notte (soprattutto in testa o sugli occhi).
Se stai valutando di acquistare la LucidMe, ho ottenuto un codice sconto ufficiale che potrebbe farti comodo. Puoi acquistarla nello store ufficiale cliccando qui e inserendo questo codice in fase di checkout: LUCID333