COLESTEROLO: meglio il riso rosso fermentato o l'astaxantina?

COLESTEROLO: meglio il riso rosso fermentato o l'astaxantina?

Quando parliamo di integratori utili ad abbassare il colesterolo, al primo posto moltissime persone — inclusi diversi miei pazienti — mi raccontano di assumere abitualmente il riso rosso fermentato. Questo accade perché suppongono, in totale buona fede, di non avere a che fare con un vero e proprio farmaco. Si tratta di una convinzione profondamente errata: ormai lo sanno quasi tutti, ma ci tengo comunque a ribadirlo a chiare lettere per chi ancora non lo sapesse.

Fonte scientifica: Studio sul riso rosso fermentato

Il riso rosso fermentato è a tutti gli effetti un farmaco. O meglio, per essere precisi, è una vera e propria statina. Pertanto, nella stragrande maggioranza dei casi, quando un paziente mi dice che assume questo prodotto, mi trovo di fronte a una persona che sta semplicemente cercando di tappare alla meno peggio i buchi di un pessimo stile di vita quotidiano.

Il riso rosso fermentato è a tutti gli effetti un farmaco. O meglio, per essere precisi, è una vera e propria statina.

Perché affermo una cosa del genere? Perché il colesterolo, prima di tutto, risulta ampiamente modificabile attraverso una dieta adeguata e un buon allenamento di pesistica. Tralasciando per un momento questi discorsi, che ho già affrontato in tantissimi articoli e sui quali non voglio dilungarmi oltre, quando mi dicono che assumono questo integratore io rispondo sempre: "Fermati un attimo, andiamo a vedere nel dettaglio come è messo realmente il tuo colesterolo".

Fonti scientifiche: Studio 1, Studio 2

Magari quel colesterolo che tu vedi alto non è in realtà così pericoloso come credi. Oramai la scienza medica sta andando sempre più verso la solida concezione che il colesterolo non rappresenta il nemico assoluto. Di conseguenza, non va abbassato sempre e comunque in qualsiasi situazione clinica. Piuttosto, rappresenta un fattore sicuramente indicativo che merita di essere approfondito con attenzione.

Fonte scientifica: Studio di approfondimento

Immagine: Analisi Approfondite Colesterolo

Oltre il colesterolo totale: i veri parametri cardiovascolari da monitorare

Io dico solo questo: un bravo medico aggiornato, che frequenta regolarmente i corsi ECM e acquisisce i crediti necessari per rimanere al passo con le nuove evidenze scientifiche, sa perfettamente che non deve limitarsi a guardare solo il colesterolo totale, l'LDL e l'HDL. O, ancora peggio, continuare a chiamarli "colesterolo cattivo" e "colesterolo buono". Certo, a livello comunicativo va bene ed risulta più chiaro per far identificare subito al paziente le frazioni LDL e HDL, ma clinicamente serve molto di più.

Un medico davvero preparato deve andare a valutare alcuni parametri molto specifici:

  • APO B
  • APO A1
  • LPA (Lipoproteina A)

Fonte scientifica: Studio sui parametri specifici

Questi valori andrebbero misurati accuratamente almeno una volta nella vita. Soprattutto la LPA, che rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare attualmente immodificabile, nemmeno attraverso la dieta e l'allenamento fisico. Diventa perlomeno buona prassi clinica conoscere in anticipo se questo specifico valore, all'interno delle nostre analisi del sangue, risulta particolarmente elevato.

Fonti scientifiche: Studio 1, Studio 2

Ho sentito diversi colleghi che ultimamente parlano spesso di questa LPA, ed è un approccio giustissimo. Dicono ai pazienti: "Misuratela, perché così, se la vedi alta, sai di avere un rischio cardiovascolare più elevato rispetto agli altri e puoi prendere i dovuti provvedimenti". Ma quali sarebbero esattamente questi provvedimenti, caspio? I provvedimenti reali restano esattamente gli stessi anche per chi ha una LPA bassissima: curare la dieta e fare allenamento.

Fonti scientifiche: Studio 1, Studio 2, Studio 3

I provvedimenti reali restano esattamente gli stessi anche per chi ha una LPA bassissima: curare la dieta e fare allenamento.

Quindi, se da una parte è giustissimo che le persone monitorino questo valore, dall'altra mi chiedo perché, per chi ce l'ha bassa, fare allenamento e seguire una buona dieta dovrebbe rappresentare soltanto un'opzione facoltativa. Non lo è affatto, la regola vale per tutti! Non funziona che se hai la LPA alta ti tocca fare dieta e allenamento per forza, mentre se è bassa puoi tranquillamente evitare. Ricordiamoci sempre che muoiono di problemi cardiovascolari anche moltissime persone che presentano una LPA perfettamente bassa, ok?

Immagine: Rischio e Astaxantina

LDL ossidate e gestione del rischio: il ruolo chiave dell'Astaxantina

Qui, di nuovo, stiamo parlando del concetto di rischio, e io vedo ancora troppe persone che non sanno minimamente cosa significhi. Mi trovo spesso nei commenti gente che mi scrive: "E allora mio zio che aveva la LPA bassa ed è morto comunque? E allora mia nonna che aveva la LPA alta ed è vissuta felicemente fino a 120 anni?". A queste obiezioni io rispondo in modo molto semplice: "E allora io che attraverso la strada sempre senza guardare e non mi è mai successo assolutamente niente? Questo significa forse che non serve a nulla guardare a destra e a sinistra prima di attraversare la strada?".

No, cavolo! Guardare a destra e a sinistra è una fondamentale precauzione che abbassa drasticamente il rischio, ma di certo non lo annulla del tutto. Cioè, io posso benissimo guardare a destra e a sinistra, attraversare con prudenza ed essere comunque investito se la sfiga ci mette lo zampino, ok? Spero vivamente di aver fatto capire cosa caspio significa la parola rischio.

Guardare a destra e a sinistra è una fondamentale precauzione che abbassa drasticamente il rischio, ma di certo non lo annulla del tutto.

Un'altra cosa importantissima da andare a valutare tramite le analisi sono le LDL ossidate. Queste ultime rappresentano un fattore decisamente più rischioso per la salute del nostro sistema cardiovascolare. Ci indicano chiaramente se nel sangue circolano delle particelle di colesterolo che risultano particolarmente dannose e aggressive per le nostre pareti arteriose.

Fonte scientifica: Studio sulle LDL ossidate

Ora, proprio a questo proposito, esiste un altro integratore che invece ha molto senso assumere, ovviamente sempre in stretta associazione a una corretta dieta e a un buon allenamento. Mi sembra quasi di parlare dell'ovvio, ma mi tocca ripeterlo perché ti giuro che molte persone ancora non lo capiscono: l'integratore non sostituisce mai il resto del lavoro, ma ne potenzia enormemente gli effetti positivi solo se hai già costruito una base solida di alimentazione ed esercizio fisico. Arrivati a quel punto, il tuo sistema cardiovascolare risulta ben allenato e i nutrienti essenziali possono essere inviati laddove servono in modo nettamente più efficiente.

Come dicevo, a questo proposito entra in gioco l'astaxantina. Se assunta in dosi comprese tra i 6 e i 12 milligrammi al giorno, anche solo per un periodo continuativo di tre mesi, questa molecola può aiutare concretamente a ridurre il quantitativo di LDL ossidate circolanti.

Fonte scientifica: Studio sull'astaxantina

Immagine: Colesterolo e Cervello

Colesterolo e salute cerebrale: perché abbassarlo non è sempre la scelta corretta

Quindi, come abbiamo visto, abbiamo a disposizione degli strumenti validi che possono aiutare concretamente. È chiaro ed evidente che il tutto va sempre valutato insieme a un professionista sanitario qualificato, il quale analizzi di nuovo e con attenzione il rapporto tra rischi e benefici. Il senso del discorso clinico non è più il banale "abbassiamo il colesterolo a tutti i costi". Risulta impreciso, del tutto improprio e anche un po' ignorante dire semplicemente a un paziente di abbassare il colesterolo senza contestualizzare.

Fonte scientifica: Studio sugli strumenti di supporto

Il senso del discorso clinico non è più il banale "abbassiamo il colesterolo a tutti i costi". Risulta impreciso, del tutto improprio e anche un po' ignorante.

Bisogna invece analizzarlo a fondo, studiarlo nel dettaglio e andare a colpire in maniera quasi chirurgica quello che può rappresentare il vero problema di fondo. Proprio per questo motivo è fondamentale, prima ancora di parlare di abbassare i valori ematici, avere a disposizione almeno una base solida di analisi che includa parametri come APO A1, LPA e le famose LDL ossidate.

Fonti scientifiche: Studio 1, Studio 2

Anche perché, e ci tengo particolarmente a ricordarlo in questa sede, il colesterolo ha un impatto letteralmente enorme sul nostro benessere cognitivo generale. Questo significa, in parole povere, che non è affatto vero che mantenerlo sempre basso faccia bene alla salute del cervello. Anzi, al contrario, il nostro cervello possiede un quantitativo percentuale di grassi (e di conseguenza di colesterolo, detto in modo assolutamente terra terra per farci capire da tutti) enormemente elevato. Basti pensare che le stesse membrane dei nostri neuroni sono formate in gran parte anche da acidi grassi strutturali.

Fonti scientifiche: Studio 1, Studio 2

È oramai ampiamente dimostrato da diversi studi scientifici come esista una correlazione davvero importante tra il livello di colesterolo presente nel sangue e il progressivo declino cognitivo. Tradotto in soldoni per i non addetti ai lavori: un più alto e corretto quantitativo di colesterolo circolante risulta direttamente associato a un minor rischio di declino cognitivo nel tempo.

Fonte scientifica: Studio sul declino cognitivo

È chiaro che dobbiamo fare sempre presente una cosa fondamentale: quando in medicina compare la parola "associazione" o "correlazione", ultimamente molti scienziati drizzano subito le antenne. Intervengono dicendo che correlazione non vuol dire necessariamente causa-effetto e che, in qualche modo, ci stai fregando. È verissimo che correlazione non significa per forza causa-effetto, ma vi assicuro che non vi sto affatto fregando: stiamo semplicemente parlando di valutazione dei rischi.

Sulla base di tutto quello che stiamo studiando attualmente sulla meravigliosa complessità umana, emerge un dato semplice e cristallino. Ovvero che non sempre un livello di colesterolo basso risulta correlato a una migliore salute generale, e allo stesso tempo non sempre un livello di colesterolo alto risulta correlato a una pessima salute o a un maggiore rischio di mortalità.

Fonte scientifica: Studio sulla complessità dei valori

Immagine: Linee Guida Mediche

Linee guida e complessità biologica: l'importanza della medicina personalizzata

Ripeto ancora una volta un concetto chiave: il professionista sanitario (che si tratti di un medico, di un nutrizionista o di un fisioterapista) deve fare una cosa assolutamente fondamentale, ovvero pensare e ragionare sempre sulla base dei dati reali. Certo, abbiamo delle linee guida ufficiali che ci dicono: "Guarda Dottor Luca, sulla base di quello che abbiamo capito finora dalle evidenze scientifiche e di come le abbiamo interpretate noi, risulterebbe utile prescrivere statine a tutto spiano a chiunque, somministrandole persino ai bambini in caso di casistiche cliniche particolari".

Fonti scientifiche: Studio 1, Studio 2

Ma dobbiamo ricordarci che chi ha introdotto materialmente queste linee guida nella pratica sanitaria quotidiana, anche qui in Italia, è stato comunque un individuo umano. Una persona che, basandosi su meta-analisi, review sistematiche e continui confronti con altri colleghi esperti, ha interpretato quei numeri in un certo modo specifico. Io mi fido delle istituzioni, ci mancherebbe altro, però allo stesso tempo penso con la mia testa, ragiono sui meccanismi e testo sul campo. Il paziente è un sistema complesso, la persona umana è profondamente complessa e l'intera biologia è complessa per definizione.

Il paziente è un sistema complesso, la persona umana è profondamente complessa e l'intera biologia è complessa per definizione.

Noi medici, che abbiamo quotidianamente a che fare con un singolo individuo da accompagnare verso un livello di salute ottimale, dobbiamo valutare la nostra pratica clinica restando assolutamente ancorati alle evidenze scientifiche. Ma dobbiamo prestare altrettanta attenzione a quello che i nostri occhi vedono in ambulatorio e a quello che le nostre mani toccano durante le visite. Dobbiamo fare una valutazione clinica costante e personalizzata del rapporto tra benefici e rischi.

Altrimenti, diciamocelo chiaramente, sarebbe fin troppo facile fare il professionista sanitario al giorno d'oggi: "Questa è la linea guida per il colesterolo? Prescrivo la statina. Altra linea guida per lo stomaco? Inibitore di pompa protonica. Altra ancora per la febbre? Subito l'antibiotico". Ma nell'effettività dei casi clinici reali il lavoro medico non funziona affatto così: si chiamano infatti linee guida, non ordini militari perentori e indiscutibili.

Tutto questo accade perché devo sempre contestualizzare con precisione quello che dico a chi ho davanti. Posso tranquillamente farti un elenco rapido dicendoti che il riso rosso fermentato funziona tecnicamente per abbassare il colesterolo, ma personalmente non te lo consiglio come prima scelta. Mentre, d'altro canto, l'astaxantina funziona benissimo per ridurre le pericolose LDL ossidate e te la consiglio vivamente. Tuttavia, devo sempre e comunque contestualizzare le mie interpretazioni mediche in base alla persona che sto visitando.

Fonti scientifiche: Studio sul riso rosso, Studio sull'astaxantina


La gestione della salute cardiovascolare non può e non deve ridursi al semplice tentativo di abbassare un numero sulla carta d'identità ematica. Il colesterolo è un elemento complesso, fondamentale per molteplici funzioni biologiche, inclusa la protezione del cervello. Valutare accuratamente parametri avanzati come le LDL ossidate, l'ApoB e la Lp(a) consente di agire in modo mirato e consapevole.

Io formulo un integratore specifico a base di astaxantina, combinata sapientemente insieme ad altri nove ingredienti di altissima qualità, con lo scopo preciso di supportare l'invecchiamento fisiologico e aiutare i processi di ringiovanimento cellulare. Te lo lascio qui sotto.

 

Dr. Luca Leoni Rinvigorisci il tuo corpo
Regresar al blog

Deja un comentario

Ten en cuenta que los comentarios deben aprobarse antes de que se publiquen.