Tadalafil: Il Farmaco per l’Erezione che Salva il Cuore
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Tadalafil e salute endoteliale: il meccanismo d'azione su cGMP ed endotelina-1
Il Tadalafil viene tipicamente utilizzato per il "guerriero calvo" dei maschietti, non so se mi spiego! Però, ultimamente, gli scienziati hanno scoperto qualcosa di molto interessante. Ora ti farò una disamina estremamente scientifica. L'obiettivo è farti capire che molti medici dovrebbero prendere in seria considerazione il fatto di prescriverlo ad alcune specifiche tipologie di pazienti.
Tutto iniziò nel 2005 con questo studio. La ricerca ha mostrato che l'assunzione di 20 mg di Tadalafil per un quantitativo di tempo di circa due o tre settimane (anche se il campione analizzato era un po' piccolo) ha dimostrato di diminuire la quantità di endotelina 1. L'endotelina 1 è un potente vasocostrittore, ovvero una sostanza che va a stringere i vasi sanguigni, e il farmaco lo inibisce efficacemente.
Essendo un inibitore della fosfodiesterasi, non veniva più spenta un'altra molecola fondamentale, che si chiama cGMP. Quindi, aumenta questo cGMP, che funge da vero e proprio ringiovanitore dell'endotelio.
"Aumenta questo cGMP, che funge da vero e proprio ringiovanitore dell'endotelio."
In pratica, sì: tu ottieni oggettivamente, secondo questo studio, un netto miglioramento di quelle che a me piace chiamare le autostrade del tuo corpo. Parliamo ovviamente dei vasi sanguigni e delle arterie, che ricordiamo essere coloro che portano i nutrienti ovunque. Ecco perché la salute cardiovascolare è oggettivamente utile e fondamentale per la longevità. Ma lo è anche in generale per il benessere quotidiano, cioè per lo stare bene e il non avere problemi di salute.
Impatto cardiovascolare e metabolico: la riduzione dell'emoglobina glicata
Facciamo poi un rapido salto in avanti nel 2024. Qui, una revisione degli studi ha mostrato, seppur il campione analizzato fosse eterogeneo, che il beneficio poteva anche riversarsi a livello cardiaco, proprio come si era sospettato nel 2005. Questo si traduce in un vantaggio enorme anche per le persone che sono a rischio di problemi al cuore. Vale lo stesso per chi ha addirittura già subito un evento cardiovascolare, come un ictus, un infarto, eccetera.
Ma questo è anche possibile perché sembrerebbe, almeno dallo studio del 2023, che il Tadalafil abbia degli effetti incredibili anche sull'aspetto dell'insulino-resistenza, e ancora non si sa bene il perché. Infatti, in questo studio è stata presa in esame sempre una quantità di 20 milligrammi per un periodo di sei settimane.
Ok, diciamo che non ha migliorato esattamente l'insulino-resistenza in sé, ma ha agito su un'altra cosa altrettanto importante: l'emoglobina glicata.
"L'emoglobina glicata è un segnale fondamentale di come sta andando il tuo metabolismo glucidico negli ultimi tre mesi."
Per i diabetici all'ascolto e per gli esperti del settore, l'emoglobina glicata è un segnale fondamentale di come sta andando il tuo metabolismo glucidico negli ultimi tre mesi. È un segnale anche un po' più preciso rispetto alla singola misurazione della glicemia a digiuno. Oltretutto, anche in questo caso specifico, a conferma del primo studio del 2005, si era riscontrata un'ulteriore riduzione dell'infiammazione endoteliale.
Effetti sulla mortalità cardiovascolare e limiti nel declino cognitivo
Nel 2025 gli scienziati hanno poi detto: "Ma non è che, visto che il Tadalafil agisce così bene a livello endoteliale, possiamo ottenere anche un beneficio a livello cerebrale nel caso di declino cognitivo?". C'era un grande fermento per questo esito tanto sperato. Purtroppo, durante la sperimentazione in questo senso, il Tadalafil, pur essendo comunque tanto vantaggioso negli altri campi, non ha mostrato un beneficio a livello cognitivo nello studio che ti mostro qui.
Ma torniamo indietro nel 2017. In quell'anno si è visto che, in persone che avevano avuto esiti di infarto miocardico, il Tadalafil ha migliorato in modo molto interessante la riduzione della mortalità, sia per cause cardiache che per tutte le cause.
"Il Tadalafil ha mostrato un'azione sia pro-longevità, sia di aiuto preventivo contro le problematiche cardiovascolari."
Quindi, quello che possiamo riassumere dal punto di vista del Tadalafil è che ha mostrato un'azione sia pro-longevità, sia di aiuto preventivo contro le problematiche cardiovascolari.
Di conseguenza, anche a titolo puramente preventivo, una dose che va dai 5 ai 20 milligrammi (adesso lo vedremo nel dettaglio), che è quella più utilizzata negli studi, può avere assolutamente senso in pazienti a rischio cardiovascolare. E attenzione, non solo per loro, ma anche per quei pazienti che hanno subito proprio un esito infausto a livello cardiovascolare.
Tadalafil vs Sildenafil: l'evidenza sulla protezione a lungo termine
Poi, come ciliegina sulla torta, gli studiosi si sono posti una domanda cruciale, sempre in uno studio del 2024 che ti lascio qui. Si sono chiesti: "Ma è meglio il Tadalafil o il Sildenafil? Magari quest'ultimo è meglio!". Invece, durante questo studio, si è visto che comunque, a livello di aiuto preventivo e di riduzione del rischio di mortalità, il Tadalafil si è mostrato nettamente più efficace.
"A livello di aiuto preventivo e di riduzione del rischio di mortalità, il Tadalafil si è mostrato nettamente più efficace."
Pertanto, come esito ed epilogo di tutto questo discorso che riguarda il Tadalafil, il suo ruolo rimane abbastanza concreto. Anzi, concreto senza "abbastanza"! Questo vale dal punto di vista del miglioramento delle funzioni endoteliali delle pareti dei nostri vasi, della protezione cardiovascolare, nonché della riduzione della mortalità per tutte le cause. Questi sono degli outcome che sono oggettivamente e costantemente stati riscontrati negli studi scientifici.
Mentre, ed è questo un motivo per cui comunque può avere senso, si è mostrata in maniera un po' meno forte rispetto alle prime motivazioni, ma comunque presente, una riduzione dell'emoglobina glicata. Motivo per cui (e io questo cerco di dirlo sempre alla fine di ogni articolo e per ogni singolo principio attivo): io come medico lo prescriverei? Oppure, io come utente vorrei ricevere dal mio medico un principio attivo di questo tipo come il Tadalafil? La risposta è sì, assolutamente, in caso di problematiche o rischio cardiovascolare, o come eventuale aiuto nel recupero post ictus e infarto.
Dal punto di vista metabolico, per quanto riguarda la glicata, ci sono dei supporti naturali e farmacologici su cui mi butterei a capofitto. Quindi non lo prenderei solo per migliorare l'emoglobina glicata. Tuttavia, se avessi davanti un paziente cardiopatico, sarei comunque contento che ci sia anche questo aiutino in più mostrato da alcuni studi.
Dosaggio quotidiano, gestione degli effetti collaterali e sostenibilità
Chiaro è che, per quanto riguarda il dosaggio, io sono più a favore (e ho anche prescritto tendenzialmente) di una dose giornaliera di 5 mg. Questo solo per il fatto che poi si può anche testare sul paziente. Chiaramente le terapie non sono statiche: non è che io te la do, finisce lì e te la prenderai a vita! A seconda di come reagisce il paziente, si può fare una modifica o un aggiustamento terapeutico.
"Le terapie non sono statiche: a seconda di come reagisce il paziente, si può fare una modifica o un aggiustamento."
Per evitare gli effetti collaterali che molte persone sperimentano con l'utilizzo, 5 mg può essere un ottimo punto di partenza. Altrimenti si possono avere problematiche come:
- Dispepsia
- Mal di testa (che forse è la cosa più fastidiosa che si può riscontrare nei pazienti)
- Mal di schiena
Questo può essere anche un outcome a breve termine derivato da un assestamento del sistema cardiovascolare. Però bisogna comunque sempre monitorare e ascoltare il paziente con grande attenzione.
Chiaro, c'è un punto dolente che serpeggia nel corso di questo discorso che sto facendo: il prezzo. Infatti, come sappiamo, questi farmaci, soprattutto se prescritti su ricetta bianca e off-label (non seguendo prettamente la linea guida standard), sono molto costosi. Per cui è comunque un'informazione medica che è bene che le persone sappiano. Ed è bene che anche il medico lo sappia, per poter approfondire e tenere d'occhio nel tempo, nel corso degli studi scientifici, questo bellissimo principio attivo.
Le evidenze scientifiche mostrano come il Tadalafil sia una molecola dalle potenzialità cliniche ben più ampie rispetto alla sola indicazione andrologica tradizionale. L'azione protettiva sulla funzione endoteliale e la riduzione della mortalità cardiovascolare ne fanno un presidio di notevole interesse integrativo per pazienti a rischio o con pregressi eventi ischemici.