3 Esami del Sangue Prima di Assumere Integratori

3 Esami del Sangue Prima di Assumere Integratori

Prima di assumere integratori, come medico, ci sono degli esami del sangue che ritengo importanti da fare in modo regolare nel corso degli anni della propria integrazione naturale. Al primo posto c'è sicuramente l'analisi del sangue che valuta la vitamina D, o meglio, le quantità nel sangue di vitamina D.

Vitamina D

È fondamentale avere i livelli di vitamina D intorno ai 50-60 nanogrammi per millilitro (1).

Questo esame è importante da fare con una certa frequenza. Ad esempio, se scopri di avere una carenza di vitamina D (es. un valore a 10), inizi ad assumere 2.000 unità internazionali ogni giorno. Non 20.000 o 40.000 una volta al mese, perché oramai, anche secondo questi studi, sappiamo che la vitamina D ha più efficacia se assunta ogni giorno.

Dopo indicativamente tre mesi, un nuovo esame ti permette di vedere intanto come il tuo corpo reagisce all'integrazione di quella specifica quantità (3). Ti ricordo che la vitamina D va assunta possibilmente dopo un pasto grasso; ma quando dico "pasto grasso", sembra che tu debba mangiare solo grassi! In realtà, il classico giro di olio sull'insalata è già più che sufficiente (4).

Dopo tre mesi, vedi che il valore è passato magari da 10 a 30: ok, buono. Alla prossima analisi, mantenendo ad esempio quelle 2.000 unità internazionali quotidiane, dopo sei mesi magari arrivi a 50-60. Ecco che da lì puoi valutare di portarla a 1.000 unità. Dopo ulteriori tre mesi potrai rivedere come si è stabilizzata, se il valore è tornato un po' indietro o è andato avanti. In quel modo riesci a capire esattamente come reagisce il tuo corpo all'integrazione (5).

Non è che tu debba fare continuamente questi esami: alla fine, fai un esame del sangue ogni tre o sei mesi, poi, avendo visto "l'andazzo" (detto proprio alla romagnola) del tuo livello di vitamina D, puoi farla anche magari ogni anno, integrandola con i classici esami del sangue valutativi annuali (2).

Se vai sul mio profilo, trovi anche una guida su tutti gli esami del sangue in generale che io consiglio di fare ogni anno per valutare la propria salute e favorirla a lungo termine. Questo vale soprattutto dopo i 50 anni, fase in cui è importantissimo avere dei buoni livelli di diversi micronutrienti (vitamine e minerali), ma non solo: è utile andare a vedere anche l'insulino-resistenza, eccetera.

Vitamine del gruppo B

Al secondo posto ci metto la Vitamina B12, e la associo anche alla Vitamina B9, sempre tra gli esami del sangue che dovreste andare a vedere. Normalmente, i laboratori hanno per la vitamina B12 delle forbici di misurazione con range molto ampi, che vanno dai circa 150 fino ai 950 (6).

Se tu hai un valore di 151, in alcuni laboratori non vedi neanche l'asterisco, per capirci. Questo è un valore sufficiente, ma non ottimale.

Oramai abbiamo diversi studi i quali mostrano che c'è un'associazione positiva, come aiuto preventivo contro il declino cognitivo, rispetto a queste vitamine B9 e B12 (7) (8).

Per cui, avere dei buoni livelli è importante. Anche perché, quando cominciano a depauperarsi i livelli di B9 e B12, non dico che sia più difficile tirarli su, ma comunque richiede un ulteriore tempo di integrazione continua per riportare dei livelli fisiologici (9).

E magari, a 70, 75 o 80 anni, essersi portati dietro delle carenze di B9 e B12 può andare a inficiare le funzioni cognitive, secondo anche questo studio (10).

Range ottimali e assunzione corretta

Ecco perché, a mio avviso, vitamine come la B9 e la B12 hanno senso soprattutto in ottica preventiva, non quando il danno è ormai fatto. Anche se, secondo alcuni studi, qualora ci sia un declino cognitivo (soprattutto se iniziale), B9 e B12 possono dare una mano d'aiuto nel ripristinare alcune funzioni cognitive in casistiche particolari (11).

Per queste vitamine, consiglio di mirare a specifici valori alle analisi del sangue:

  • Vitamina B12: avere almeno intorno ai 500 di valore.
  • Vitamina B9 (folato/acido folico): consiglio di avere intorno ai 10 come minimo (12).

Altra cosa importante: vedo molte persone a cui prescrivono la B9 senza la B12. Questo non lo ritengo utile e non capisco sinceramente perché a volte venga fatto. Se viene assunta B9 senza B12, si può andare a mascherare una reale carenza di B12 (13).

A mio avviso, oltre a dover essere prima monitorate con le analisi del sangue, la B9 e la B12 vanno sempre associate in un'integrazione. Consiglio le forme attive, quindi quelle che trovi come metilfolato e metilcobalamina, e non la cianocobalamina o il semplice acido folico (14).

Le regole di assunzione e monitoraggio sono le stesse che possono valere per la vitamina D: devi vedere un po' come risponde il tuo corpo. Alla fine, il senso è scoprire come reagisce il tuo organismo all'integrazione.

Non dobbiamo più buttarci nel marasma della medicina che "per tutti è uguale": dobbiamo personalizzare e monitorare le cose, senza esagerare ovviamente. Io sono contro la non medicalizzazione, ma anche contro il controllo eccessivo: essere troppo ossessionati dalla ricerca dei valori ottimali, alla fine, magari ci fa "ammalare di ossessione", (per fare una piccola battuta). In realtà, dobbiamo trovare la quadra: il punto ideale per occuparci della nostra salute e della prevenzione, senza andare ad ossessionarci, ok?

Zinco eritrocitario

Il terzo micronutriente che ha molto senso andare a vedere alle analisi del sangue è lo Zinco. Attenzione però: non lo zinco sierico o plasmatico, ma lo zinco eritrocitario (15).

I globuli rossi hanno una vita di 120 giorni (16). Lo zinco può essere presente proprio a livello di queste celluline, e analizzandolo possiamo andare a vedere più o meno qual è lo stato dell'arte del nostro organismo rispetto a questo minerale (17).

Ha molto senso perché quella di zinco è una carenza poco conosciuta, molto meno rispetto alla vitamina D. Si stima che circa il 40% della popolazione abbia una carenza di zinco, anche solo subclinica (18).

Come dosaggio ideale, se lo controlli alle analisi del sangue, dovresti stare in un range di 10-12, o anche minimo 8. Qui la forbice è molto più ristretta, il che ha molto più senso. Se tu mi dai una forbice da 1 a 2000, è chiaro che se alla fine ho 1,1 non risulta un asterisco, credo di avere valori ottimali e non vado neanche a correggerla. Quindi una forbice più ristretta ha molto più senso.

Qui l'integrazione, validata dal metodo dello zinco eritrocitario, ha senso anche a titolo di aiuto preventivo, quasi senza andare a vedere le scorte (anche se lo consiglio sempre, perché bisogna monitorarsi se si vogliono avere buoni valori alle analisi). Consiglio sempre, per quanto riguarda lo zinco, una dose che va dai 5 ai 15 milligrammi massimi al giorno.

In questo modo non vai a creare degli squilibri con altri minerali, come il rame. Infatti, se una persona prende zinco intorno ai 40 mg, io gli consiglierei di assumere anche del rame in concomitanza. Ma rimanendo tra i 5 e i 15 mg, si ha un ottimo dosaggio per rimpinzare l'eventuale carenza, senza inficiare l'assorbimento dello zinco a livello alimentare. Anche quello lo prendiamo col cibo, ed è un po' più difficile da assimilare, per questo la carenza c'è. Però ripeto: come dosaggio è molto sicuro (19) (20).

Impatto sistemico dello zinco

Ricordo comunque che lo zinco, minerale ancora bistrattatissimo, è coinvolto in tantissime implicazioni fisiologiche umane. Ormonalmente è veramente importante dal punto di vista del testosterone: un buon livello di zinco aiuta a supportare i corretti livelli di testosterone sia nell'uomo che nella donna.

Non pensate che alla donna il testosterone non interessi, reputandola "una roba da uomo". Assolutamente! Come tutte le cose (ad esempio l'estrogeno che è importante per l'uomo), il testosterone è importante per la donna: ha profonde implicazioni a livello di benessere psicofisico e anche di libido (21). Ha inoltre implicazioni immunitarie, offrendo una protezione contro l'eventuale riduzione dell'efficacia del nostro sistema immunitario (22).

Ricordiamo anche che ha implicazioni sul benessere di unghie e capelli, qualora ovviamente si abbia una carenza. Lo stesso vale per la B12 e la B9, che nessuno associa mai al benessere di capelli e unghie! Ma ricordo che qualsiasi cellula in attiva proliferazione necessita di sostanze che vadano ad aiutare fisiologicamente quella costante e regolare proliferazione, come appunto capelli e unghie. Guarda caso, ecco perché sia la B9 che la B12, ma anche lo zinco, hanno un'implicazione nella nostra bellezza esteriore (23).

Visto che va molto di moda curare l'estetica tra i 20 e i 40 anni, noto che dopo i 43 anni circa le persone cominciano a dire: "Ah, ma non è solo importante l'aspetto estetico, anche la salute dentro è importante!". Vabbè, questa è una piccola frecciatina che mi fa ridere, te la dico per strapparti un sorriso, non odiarmi! Però è chiaro che fino ai 45 anni nessuno si accorge di avere degli acciacchi tra virgolette; dopo i 45 si mostrano, soprattutto nelle persone che non hanno mai fatto attività fisica.

Voglio sempre ricordarlo perché gli individui che fanno esercizio regolare e intenso (3, 4 o 5 volte a settimana con le giuste intensità), nella stragrande maggioranza dei casi non si accorgono di avere acciacchi. Anzi, secondo la mia esperienza quando mi interfaccio con i pazienti, hanno addirittura risolto eventuali dolenzie alla schiena, articolari o a livello di tendini.

Comunque, chiusa la frecciatina, ti ricordo chi sono: Dottor Luca Leoni, medico con un Master di secondo livello in Nutrizione Clinica Applicata, un Master Executive in Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), e sono specialista in Medicina del Lavoro. Se ti interessa il pannello di esami che io ritengo molto interessante da valutare ogni anno per una salute ottimale, ti invito ad andare sul link nel mio profilo per spulciare tutti gli esami che ritengo validi, con le relative spiegazioni del perché li ritengo importanti.


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