Vitamina D3 e K2: insieme o separate?

Vitamina D3 e K2: insieme o separate?

Vitamina D3 e K2: insieme o separate?

Vitamina D e K2 vanno prese insieme o separate? Ti darò la sentenza definitiva su questo tema, o almeno la mia sentenza, visto che comunque nel mondo e in Italia continueranno altri divulgatori a dire le loro cose. Io cerco sempre di basarmi, nel mio limitato essere umano, sugli studi scientifici.

Allora, per chi non ha tempo da perdere, vi do subito la risposta: io ritengo che vitamina D e K2 vadano prese insieme, ok? (1)

"Quindi, dottore, cosa dobbiamo fare?" Prendile insieme.

Bene, se sei una persona che ha un livello di attenzione sopra la media, puoi continuare a leggere, per capire perché ritengo che vadano prese in modo congiunto e non separate. (1)

Non passa giorno in cui non arrivi qualcuno a chiedermi: "Dottore, cosa pensa del fatto che vadano prese separate?" Spesso mi mandano pure il video di qualche personaggio che sostiene con forza che vitamina D e K2 debbano essere distanziate.

Vitamina D3 e K2: condividono gli stessi trasportatori?

A tal proposito, ci sono due concetti fondamentali da tenere a mente. Il primo è che, spesse volte, queste persone affermano che vitamina D e K2 utilizzino lo stesso trasportatore. Suppongo si riferiscano al sangue, anche se non ho ancora capito esattamente cosa intendano.

Se supponiamo che parlino del sangue, semplicemente non è vero! Come dimostra questo studio, la vitamina D utilizza un trasportatore specifico ed esclusivo solo per lei, mentre la K2 viaggia insieme a LDL e HDL, cioè le lipoproteine che trasportano i grassi a livello ematico. (3)

Allora mi viene da chiedere: il problema è forse a livello intestinale? È lì che si contrastano? Bene, non è vero neanche questo! Come evidenziato in un'altra ricerca, seppur si sia visto che magari utilizzano dei simporti intestinali o condividono alcuni processi (4), questo non ha mai dimostrato che D e K2 si ostacolino durante la concomitante assunzione. (1)

Il mio sospetto nasce dal fatto che non capisco davvero dove certe persone trovino queste informazioni e perché non si basino sugli studi scientifici. La ricerca ha mostrato diverse peculiarità relative alla D3 e alla K2, ma tutti gli studi clinici sono stati condotti facendole assumere sempre insieme! (1)

Vitamina K2: benefici e dosaggi da conoscere

Ora è chiaro che la vitamina K2 sta godendo di sempre maggiore notorietà, grazie ai suoi benefici molto interessanti. Come indicano alcuni studi che ti lascio a schermo, sembra avere effetti positivi su vari fronti:

  • Sul benessere dell'osso e in fase post-menopausa (5).
  • Sul benessere ormonale (6).

Da qui ci si è detti: "Cavolo, allora potrebbe essere davvero interessante integrare la K2!". Sì, ci sono anche evidenze che mostrano come questa vitamina possa stabilizzare la placca calcifica a livello arterioso e a volte — anche se è un po' grossolano affermarlo con certezza assoluta — persino ridurla, sempre secondo queste ricerche. (7)

Ecco, da queste scoperte alcuni medici, inclusi colleghi americani, hanno iniziato a proporre la somministrazione mirata di K2, e io sono pienamente d'accordo. Si può assolutamente valutare per supportare il paziente su più fronti. Ho scritto un articolo specifico su questa cosa, non mi dilungo oltre altrimenti il discorso diventa eccessivamente lungo).

A tal proposito, è emerso un problema: la maggior parte degli integratori in commercio contiene D3 in buone quantità, ma presenta spesso un quantitativo fortemente sottodosato di K2. Lo posso confermare anch'io, ne ho visti davvero tanti!

Proprio per questo, qualcuno in America ha suggerito di prendere la D3 separata dalla K2. Ma attenzione: il motivo è solo che molti integratori — non ancora aggiornati sulle vere potenzialità della K2 — non contengono una dose adeguata per agire su tutti quegli ambiti clinici in cui questa vitamina sta dimostrando la sua efficacia. (5)

Vitamina D3 senza K2: aumenta il rischio di calcificazione?

È proprio da questi dosaggi sbagliati che forse è nato il malinteso che continua a pervadere l'Italia e i miei messaggi sui social. Ora voglio togliermi un bel sassolino dalla scarpa riguardo a un dubbio diffusissimo: è vero o non è vero che, se assumo D3 senza K2, rischio di calcificare le arterie e i reni?

La risposta onesta è: non lo sappiamo. Nel senso che non abbiamo a disposizione studi scientifici che attestino in modo schiacciante come l'assenza di K2 durante un'integrazione di D3 finisca per "sparare" calcio in circolo, facendolo attaccare come calce sulle pareti delle arterie. (8)

In realtà, questa non è una verità inconfutabile. Lo si consiglia quasi esclusivamente come misura cautelare: assumi anche la K2, così "direzioni" bene il lavoro della D3.

Il concetto cruciale che deve passare è che non è assolutamente matematico che, assumendo solo la vitamina D3, andiamo a fare del male alle nostre arterie. (8) Semplicemente non possiamo saperlo con certezza, è solo una saggia precauzione.

Visto che questo è il concetto fondamentale, e considerando la luce dei nuovi studi emergenti — cerco sempre di mantenere un tono pacato nella mia divulgazione — può sicuramente essere utile integrare la K2. (7) In sintesi si dice: essendoci la possibilità, pur non ancora confermata in modo definitivo, che la K2 aiuti la D3 a indirizzarsi esattamente dove deve andare, nel dubbio integriamo anche la K2. (7)

Come orientarsi nell'integrazione

Ripeto, l'integrazione è consigliata visti i potenziali benefici che moltissimi studi stanno mettendo in luce, e considerato che la K2 potrebbe eventualmente aiutare anche in questo aspetto di "indirizzamento" del calcio. (7)

Spero di essere stato conciso, breve e diretto! Ora hai la risposta, perlomeno relativa alla mia interpretazione della letteratura medica. Ovviamente, sono sempre aperto al confronto perché non sono il detentore della verità universale. Mi baso su ciò che apprendo, ed è un vero e proprio lavoro a tempo pieno quello di rimanere aggiornati. Non per nulla noi medici abbiamo i crediti ECM da conseguire di triennio in triennio. (9)

Essendo esseri umani, noi professionisti sanitari dobbiamo confrontarci per indirizzare il paziente verso il tragitto migliore. Non bisogna illudersi che esistano "soluzioni magiche" immediate; esistono piuttosto dei percorsi strutturati che, con ingegno e controlli periodici, conducono alla soluzione del problema.

Ovviamente mi riferisco a casi clinici più complessi, come l'insulino-resistenza (10), di cui parlo spesso nei miei contenuti, o il declino cognitivo. (11) La vitamina D e la K2 sono soltanto alcuni degli integratori più studiati e scientificamente supportati per determinate situazioni. (1)

Per il tuo caso specifico, ti invito a fare il test presente a questo link: ti aiuterà a individuare qual è l'ambito dell'invecchiamento umano che è più necessario supportare (specialmente dopo i 50 anni).

In sintesi, vitamina D3 e K2 possono essere assunte insieme: non ci sono prove solide che impongano di distanziarle. Questo, però, non significa che tutti debbano integrarle entrambe o che la K2 prevenga sicuramente le calcificazioni arteriose. La scelta va valutata sulla base delle evidenze disponibili, delle esigenze individuali e di un eventuale parere medico. Perché, quando si parla di salute, è importante distinguere le ipotesi promettenti dai benefici realmente dimostrati.

 

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